CHIESA SS. SALVATORE (sec. XII)

Questo sacro monumento, quasi nascosto sullo sfondo della piazza del paese, si avvia a compier il nono secolo di vita: è infatti la chiesa parrocchiale dei santangiolesi dai primi decenni del XII secolo.
La sua costruzione risale al tempo in cui era signore di Sant’Angelo in Pontano il conte Gerardo da Vignole, cioè attorno all’anno 1130.
L’impossibilità, data l’ubicazione, poterne osservare la facciata da un accettabile punto di vista, anzi la quasi costrizione, prima d’entrare, a far spaziare l’occhio sul panorama della campagna, che si staglia in fondo alla via, piuttosto che sul classico fronte a forma basilicale del tipo a capanna con il tetto a quattro spioventi e la navata centrale sopraelevata rispetto alle laterali, crea una contrastante successione successione di impressioni varcando l’ingresso del nostro luogo. L’Allevi scrive che “questo tempio rigido e solenne … dalla marcata impronta cistercense … nell’interno semibuio delle navate par faccia correre un brivido nelle vene del visitatore che resta muto e turbato nella cerchia di questa zona di silenzio grave e compatto; i pilastri a facce convesse, i fasci di semicolonne in laterizio con le basi e scozie in concio, le colonne liscie e scanalate, gli archi di valico centinati ed a sesto leggermente acuto, i mensoloni delle capriate, i filari di archetti pensili che richiamano quelli ciechi dell’esterno, tutto questo complesso di elementi di sostegno si presenta realizzato e composto di una salda e serrata armonia. Le due navate laterali hanno volte a crociera con archi traversi a tutto centro. Altro gioco di volte a crociera di bella impressione è sotto il pavimento, nella cripta che prende tutta l’estensione della chiesa”. L’imponenza dell’edificio, sovrastato dal campanile trecentesco, contrasta con la snellezza delle antiche colonne che si possono ancora ammirare, scendendo sotto la zona abside, incastonate nelle possenti basi delle volte erette a sostegno del pavimento. Il campanile trecentesco, che affianca sulla destra l’abside, nella sua essenziale snellezza dà l’impressione di una forza calma che sfida i secoli. Si avverte invece chiaramente, sia pure senza eccessive stonature, l’intrusione delle due cappelle alterali con la cui aggiunta (nel 1783) si ampliò la chiesa trasformandone la pianta a croce latina.